LE TAVERNE

USI

In questi appunti trattiamo delle normali diffusissime taverne dove si mangia una cucina che da noi definiremmo “casalinga” secondo la loro tradizione famigliare comunque spesso deliziosa (speriamo non veniate in Grecia per mangiare pizza o maccheroni …!), ma dobbiamo dire che molto, molto di rado ci sono ristoranti che preparano una cucina tradizionale raffinatissima (ricordiamo ancora i ceci alla Patmos house e altre delizie in un ristorante tenuto da due americani, crediamo, che avevano capito tutto della vita e si erano ritirati su quell’isola …!) da non confondere con quei ristoranti pretenziosi dove si mangia e si beve male in una cornice fasulla ed a prezzo salato …! E magari cibo riscaldato al microonde ...

Trovate nomi come “restaurant” “estiatorio” “psarotaverna” (taverna con pesce, in origine: pescato da loro …!) o “taverna”: teoricamente i primi due vorrebbero essere quelli più pretenziosi (tovaglie di stoffa e magari prezzi più alti …) mentre le altre due meno care, con quel sistema di tovaglie greco universale che troviamo pratico e geniale (igienica tovaglia in carta usa e getta foderata sotto in plastica tenuta ferma da un elastico o da mollette) in realtà ormai è tutto un po’ confuso sull’uso dei nomi: meglio forse un’attenta ricognizione di tutti i locali disponibili, vedere dove vanno a mangiare gli abitanti e scegliere

Uno strano appunto ...

A noi pare, con le dovute eccezioni, che le tre dita del Peloponneso si stiano differenziando per servizio e gentilezza:

- la Messenia (1° dito), la prima ad essere stata "turisticizzata", offre standard di servizio più elevati, più cari, validi, ma meno genuini insomma ...

- il Mani (2° dito) ha strutture "nervose" e non gentili talvolta, che vorrebbero evolversi verso maggiori guadagni, ma mancano di una "scuola" che le imposti al salto di qualità e correttezza ...

- la Laconia (3° dito) - la nostra preferita di gran lunga -  sembra ancora genuina, con "il cuore in mano"!

Il servizio può essere molto lento, specie nelle taverne più genuine a conduzione famigliare: poco male, siamo in vacanza! Accettiamolo con garbo si stanno facendo in quattro per noi! Non di rado, nei luoghi meno turistici, sconosciuti di altri tavoli ci hanno offerto vino o altre specialità per il solo piacere di condividere l'amore per la loro terra!

Durante la settimana (specie nelle località fuori turismo) hanno logicamente meno scelta, mentre sabato e domenica potete trovare menù più ricchi!

Il pesce che giurano essere fresco e pescato da loro “talvolta” è davvero pescato da loro, ma nei mesi precedenti … poi allegramente tenuto nel loro freezer e “talvolta” scongelato e ricongelato più volte …! E comunque è piuttosto caro (eccetto sardine e pesciolini fritti), anche se non come da noi.

Nei luoghi più frequentati dai turisti si mangia più caro e spesso meno bene...in quelli meno turistici trovate taverne in riva al mare dove spendere meno della metà che in Italia, se poi capitate nell’interno in zone del tutto fuori turismo (a parte l’ovvia difficoltà con la lingua...sempre del tutto superabile) potreste trovare splendidi umidi di carne (abbiamo provato uno stracotto di capretto straordinario!) o loro salsicce alla griglia in budello naturale fatte talvolta con cuore o fegato che mandano in sollucheri gli amanti di questo genere...(mia moglie!) con una spesa davvero esigua: tempo fa (2017) abbiamo quasi "litigato" con un taverniere che ci aveva chiesto 7 euro in tutto per una cena ottima in riva al mare in due ... non siamo riusciti a dargli più di 10 euro! In Turchia (a Sanliurfa, vicino alla Siria) pochi anni prima, stessa scena: pranzo per due persone a 2 euro in tutto!

Quando vi dicono, per esempio, che i calamari li pescano loro e non sono surgelati (industrialmente) … vi stanno dicendo che pagherete di più, non che saranno più buoni o cucinati meglio, anzi … potreste trovarvi a mangiare una polpa che sembrerà bianco d'uovo sodo magari unto e bruciaticcio!

A parte questo ... cercate di consigliarvi con l'oste preferendo le cose per lui abituali (talvolta nei menù inseriscono piatti tipici che sanno fare meno bene ...), ma non lasciate a lui la scelta altrimenti potrebbe davvero rifilarvi sgradevoli avanzi rimaneggiati ... rientra semplicemente in una mentalità antica che apprezziamo: "non sprecare il cibo"! Magari chiedete se hanno iemistà (pomodori e peperoni ripieni di riso ed erbette) o stifado (stufato) perchè talvolta non li propongono ai turisti ritenendo che non interessino loro!

Attenti a non alloggiare vicino a locali che diffondono musica (una vera loro passione, fanno tutto con la musica in sottofondo) fino a notte fonda!

Abbiamo detto che i greci adorano mangiare nelle taverne (un tempo sempre animate anche fuori stagione ... poi con la crisi molto meno ... ma incredibilmente dal 2020 - in pieno Covid - abbiamo incontrato finalmente più greci in taverna!), ma i loro orari sono piuttosto “spagnoli”: di giorno all’una e mezzo/le due (anche le tre o le quattro) ed alla sera mai prima delle otto e mezzo / nove, ma le locande sono ormai abituate ai turisti (un po’ meno quelle nell’interno) e sono pronte ad accoglierci anche ad orari più nordici.

Serata romantica in taverna in riva al mare: scegliete il tavolo (specie se arrivate che è ancora chiaro verso il tramonto) cercando di capire dove sono le lampadine (di solito poche, qualcuna bruciata, da pochi watt …) perché, quando poi viene il buio, potreste non vedere nel vostro piatto! E ricordate che i greci vanno a cena dopo le otto e mezzo/nove e anche oltre per antica esperienza … infatti (sospettiamo) che, oltre a capire meglio il tavolo con la luce migliore, sanno che all’ora del tramonto ci sono le zanzare (famosi “mosquitos”- linguaggio internazionale) e che più tardi diminuiscono ...! Ma non esagerate col ritardare l’orario: nei posti meno frequentati (solo voi quella sera) ad un certo punto chiudono tutto e vanno a dormire! Piuttosto portatevi un paio di zampironi …

Un imbarazzante appunto: i bagni! Forse ci sarà qualche rara eccezione ... ma aspettatevi il peggio.

Alcune taverne (per la nostra esperienza: le migliori, specialmente nei centri abitati con molta concorrenza) hanno all’ingresso un banco vetrina dove espongono su un piano caldo pentoloni e teglie di ogni ben di Dio che vi illustreranno facendosi capire più facilmente (stufati, umidi, arrosti e cotture al forno) e nella zona frigo le offerte per griglia e fritti. Talvolta sono organizzati per un “take-away” con costi ridotti.

Il vino (krassì) di solito si ordina sciolto, occorre solo dire se rosso (kokino) - poco usato e, solitamente, pesante ed inadatto - rosè (rosè) o bianco (lefkò o anche asprò). L’acqua (nerò)(qui l’acqua non è mai frizzante!) è meglio chiederla in bottiglia (grande: megalo, piccola: micrò) salvo che siate in una zona dove sgorga da sorgenti fresche ed allora: karàfa nerò!

Spesso, anche se non l’avete ordinata, vi mettono in tavola una bottiglia di acqua (che pagherete), ditelo ben chiaro se non la volete e … controllate sempre molto bene il conto: cominciano ad aggiungere voci non previste.

La mancia è d'uso e gradita ovviamente!

Prima di ordinare “little fish  fried” o “pescado” accertatevi che non siano salpe, pesci prete, tordi, donzelle o altre schifezze che tra l’altro vi servono fritti con le interiora, meglio chiedere sardine, o verificare che siano latterini (quei piccoli ottimi pescetti argentei dei quali si mangia tutto, teste comprese, economici e buonissimi), o triglie (ottime, ma più care)...molto buoni i calamari fritti (kalamarakia)(ma guardate prima i tavoli vicini per capire se li sanno fare ...!) e sempre validi orate ed altri pesciotti alla griglia (nei Balcani sono maestri con la griglia!).

Quasi sempre i piatti comprendono i contorni eccetto, di solito, il pesce ed i fritti.

Nelle taverne talvolta vi portano tutto quello che avete ordinato in un colpo solo, o man mano che vengono cucinati i singoli piatti ...! se avete ordinato troppo qualche piatto si raffredderà ... peraltro di solito è più che sufficiente ordinare un piatto solo a testa (le porzioni spesso sono notevolissime e non ci sono quasi “primi” come in Italia) eventualmente arricchendo con un mezè (antipasto), o insalata greca, o con un rinforzo di contorno che per lo più è già presente nel piatto (patate fritte o altro).

Solitamente i cibi sono preparati con pochissimo sale!

I greci usano iniziare il pasto con un’insalata (anche solo lattuga oppure pomodori - di solito già pronta): è un modo piuttosto corretto dal punto di vista dell’igiene alimentare inoltre lascia il tempo al taverniere di cuocere i piatti principali.

Spesso a inizio o fine pasto vi portano un antipasto o un dessert piacevole omaggio della casa … e se alla fine vi chiedono se volete un dolce (“do you like some sweet?”) di solito intendono offrirvi (gratuitamente) un piccolo dessert (lo chiedono solo per non sprecare la preparazione se non la desiderate!) e non come da noi che propongono il carrello dei dolci a pagamento! Dite di “si” (“né” in greco!).

Infine un suggerimento: portate con voi un contenitore per alimenti dove riporre eventuali avanzi! (non solo per il cane ...) Talvolta le porzioni sono talmente abbondanti da doverne portare via una parte: non c'è da vergognarsi, i greci lo fanno abitualmente specie nelle occasioni speciali. Per esempio a Pasqua si fanno banchetti con agnello arrosto (squisito! Immaginate ...) e si ordina e si paga non a porzione, ma a peso (mezzo chilo, un kilo, due kili ...) e molti approfittano per farne scorta per i giorni successivi (anche noi!).

IL CIBO

“frappè” (dovunque vedrete grossi bicchieroni di plastica con coperchio e cannuccia: spesso buttati a terra) è giustamente il loro beverone più diffuso (ottimo con il caldo ed a fine pasto: non potrete farne a meno) a base di caffè liofilizzato (anche decaffeinato se gradite), ghiaccio e con aggiunta di zucchero ("glicò": zuccherato!) e poco latte ("gala") se piace (occorre specificarlo al momento dell’ordine perché vengono mescolati nella preparazione - ormai usano bustine singole preconfezionate …), lo servono da portare via nei citati bicchieroni oppure al tavolo in bicchiere di vetro con a parte una bottiglietta d’acqua ghiacciata per “farsi la bocca” prima e diluire poi …! 

Con il caldo è un “toccasana”! In riva al mare vi sentirete in pace con Dio e con gli uomini …

“pita” (ed altri nomi impronunciabili, ma dicendo “pita” vi correggeranno, ma vi capiranno …!) è in sostanza della pasta fillo o una specie di piadina romagnola ripiena di erbette e formaggio (spanako-tyro-pite: quasi letteralmente: spinacio-formaggio-pizza) oppure formaggio solo o con prosciutto (cheese and ham pie) cotte al forno, in alcune taverne le servono come le pizze: sono economiche e sfiziose.

Questa è quella di Kostas davvero squisita.

“dolmades” tipici involtini di riso ed erbette in foglie di vite cotti al forno

"pasta e garides"  pasta con i gamberoni ed una squisita salsina. Molto diffuso questo piatto: provatelo a Fokiano da Kostas, non solo è il migliore, ma è anche il più economico ... relativamente parlando! Oppure al Paradisi di Marmari verso capo Tenaro. Qui avrei davvero voglia di indicarvi alcuni posti da evitare dove invece lo fanno proprio male ... e caro! Magari evitateli tutti e concentratevi sui due suggeriti!

... in questa occasione Kostas ha meravigliosamente esagerato! Sa che adoriamo questo piatto (anche il cane: mangia le teste dei gamberoni) e ci ha servito una dose "extra large" (poi nel piatto con il bordo celeste un assaggio/omaggio di uno dei suoi esperimenti culinari: spaghetti con polpo!).

“paidakia” costine di agnello alla griglia (squisite, ma relativamente care)

“fried patates” le patate fritte sono fatte a mano (non surgelate e pre-fritte come da noi) e spesso ottime (i pochi che vi portano patine fritte come in certe catene di fast food nostrane si qualificano da soli come ristoranti per turisti nella peggiore accezione del termine!). Per noi sono la cartina di tornasole per valutare una taverna!

“kalamarakia” (calamari fritti) di solito sono ottimi e non troppo cari (ma talvolta sono fritti male, unti, viscidi e pure cari … cercate di capire la situazione prima adocchiando quelli degli altri tavoli!). Quasi sempre i migliori sono quelli piccoli e surgelati: provateli da Kostas a Fokiano ... li apprezzerete!

“merides, gavros e sardelas” (latterini, acciughe e sardine): i primi due vengono preparati fritti (talvolta senza testa ed interiora, specie le acciughe: comodissimi da divorare interi!), le ultime solitamente alla griglia, intere (anche con le interiora …!), con olio ed erbette. Sono buoni piatti piuttosto economici, sempre abbondanti … pesantissimi!

“saganaki” è un pezzone di formaggio fritto squisito che servono con il limone e talvolta un loro peperone verdino sottaceto (a volte costa relativamente più di quanto dovrebbe...)

 “yemistà” (stuffed tomatoes) sono un peperone grande ed un pomodoro grande ripieni di riso ed insaporiti con loro erbette (talvolta anche uvetta) e cotti al forno: si trovano di rado, sono squisiti e non costano cari. Non disprezzatemi troppo ora ... alla Lidl vendono delle vaschette sigillate di yemistà da tenere in frigo tutto sommato discrete ...! (Basta poi fare due buchini nella pellicola superiore e cuocerle a bagno-maria in una padella coperta 10').

“souvlaki” (sono i loro famosi spiedini di carne di maiale o pollo) squisiti ed economici quasi sempre serviti con contorno di patate fritte e talvolta anche tzaziki (la salsina di yogurt, aglio e cetriolo che qui “sposa” molto bene)

“brizola” (meglio dire "pork brizola" - braciola di maiale con l'osso alla griglia con olio e origano) è grande, ottima, non cara, con contorno (foto qui sotto, Marina mangia un grande calamaro fritto ... ma preferiamo quelli piccoli di Kostas! Cercate di evitare di chiamarla bistecca perchè potreste generare confusione con un altro loro piatto: la biftekia, una specie di loro squisita hamburgher - ve ne parliamo qui sotto).

“biftekia” è una specie di hamburger (carne tritata molto fine con aggiunta di pane, erbette, uovo e Dio solo sa cos’altro) molto buona, economica, di solito servita in porzioni abbondanti con contorno...

“kotopoulo lemonato” (chicken) pollo al forno (con limone) e patate. Straordinario quello di Kremasti, sugli altipiani alle spalle di Fokiano e Kiparissi, nella piazzetta alta ci sono due taverne, quella giusta è "o elatos" (l'abete), molto economica, sincera, e Jenny la sorridente cara taverniera nella foto qui sotto si farà in quattro per voi a qualunque ora! Non lo dimenticate ...

“psarosoupa” (fish soup) zuppa di pesce ...  dobbiamo dirlo subito: a noi proprio non piace … (anni luce dal caciucco o dalla zuppa di pesce nostrana o dalla squisita bouillabaisse). Pesci (spesso inadatti e mal puliti) troppo bolliti serviti su vassoio a parte con brodetto acquoso con disciolte (letteralmente) patate e pezzi di limone... ma i greci la apprezzano e la mangiano servendosi con le mani tradizionalmente in gruppo da un unico piatto centrale ... masticano il boccone ... sputano le lische ...!

“tzaziki” è una salsa fredda di yogurt, cetriolo greco (molto più leggero del nostro e perfetto nella loro cucina) e aglio (oltre olio e qualche goccia di aceto e sale) che si accompagna bene alle loro “pite” (simili alle piadine), alla carne alla griglia o anche solo con il pane mentre aspettate le vostre ordinazioni. Squisita quella fatta in casa, davvero inferiore quella venduta nei supermercati già confezionata ...

“skordalià” è una salsa fredda a base di patate bollite e schiacciate (tipo la nostra purea), sale e aglio: davvero buona, da sola o con pescioni alla griglia!

“favas” è una buonissima purea di piselli secchi gialli molto gustosa (incredibilmente sa più di ceci che di piselli) che viene servita con olio, cipolla dolce a fettine e origano (noi aggiungiamo anche pepe come sulla farinata nostrana!): non è regalata …

“horta” sono ottime verdurine selvatiche (un po’ come le nostre “costine”) spesso raccolte dalla famiglia del proprietario della taverna nei prati, bollite e condite con olio, limone e sale: piuttosto care, relativamente parlando...

La raccolta delle horta sugli altipiani alle spalle di Kiparissi (incontriamo poi spesso negli anni questa cara signora alla festa di Fokiano - 8 e 9 maggio - che è 30 km. più in là!).

“mousakà” è un loro primo tradizionale (che si trova di rado) fatto di strati di melanzane, patate, besciamella e ragù con altri “gusti” segreti cotti al forno: ottimo a volte, molto meno altre...

“pastisio” (pasta stracotta, besciamella, formaggio misterioso, ragù … cotti al forno) non so come, ma a mia moglie piace (io mi "sfilo" ...)!

“kokoretsi sono insaccati piuttosto rari (per lo più nei villaggi dell’interno) di fegato, cuore e altre interiora nel budello stesso della pecora cotti alla griglia: per loro (e per mia moglie) una vera prelibatezza …!

kolokythokeftédes (zucchini-polpette) sono delle squisite polpette di zucchini, feta, aneto e, crediamo, uovo e patata. Qualcuno vi rifilerà quelle industriali surgelate (le vedete subito: dei medaglioni perfetti, peraltro già buone! Le vendono anche da noi), ma ad un livello ben superiore quelle fatte in casa …

“tirocroketes” (crocchette di formaggio) sono dei fritti che abbiamo provato solo ad Ag.Kiriaki (scheda 3) nel ristorante all’imbocco del porticciolo e sono una meraviglia … nel ristorante di fronte fanno delle ottime “tiropitaki” (involtini con dentro della feta e aneto) peraltro anche loro ottimi.

“keftedes” (meat balls) sono polpettine di carne molto diffuse e spesso buone ed economiche servite con contorno, non ho mai voluto sapere come nascono …ma se volete le migliori (più morbide e saporite) qui vengono chiamate Soutzoukakia (provatele da Kostas a Fokiano!).

“fried bakaliaros con scordalià” merluzzo impanato e fritto con salsa all'aglio (verrebbe da dire: “cosa c’entra in queste zone!”) è squisito (se vi piace lo troverete facilmente perfino nelle taverne in montagna!), lo mangiano con una salsa all’aglio (scordalià) che “sposa” magnificamente. In verità qui chiamano bakaliaros sia il merluzzo (cod in inglese) dei paesi nordici (ed è questo che è ottimo fritto), ma anche un barracuda che vive nel Mediterraneo, che chiamano altre volte “luccio”: quest'ultimo è squisito alla griglia con olio, aglio, sale, prezzemolo e limone.

"loucoumades" dolcetti vari ... questi della foto sono una vera delizia: palline fritte di pasta dei nostri bignè ricoperti di miele o cioccolato!  C'è sempre un banchetto che li fa alle fiere dei paesi.

“mezè” o “mezedes” (antipasti) tipici più verso il sud/est (come in Turchia ... guai nominarla, su alcune cartine pubblicitarie non è nemmeno indicata … c’è il mare al posto della terra!) sono per lo più verdure di diverse specie cotte in varie maniere, polpette fritte, umidi, insalate specifiche… di solito visibili in banchi vetrina refrigerati, appetitosissime, squisite, ma attenzione...: non fate come da noi a quei banchi di antipasti dove ci serviamo da soli in un unico piatto un po’ di questo ed un po’ di quello... in Grecia comunque potete solo indicare cosa volete al vostro oste, lui poi vi porterà non un assaggio di ogni cosa che avete indicato, ma una porzione (abbondante!) di ogni piatto ...!

Non sapevamo ancora che ci avrebbero servito una porzione di ogni mezè indicato! (isola di Lesbos).

“koriatikì” (greek salad) è la bandiera della cucina greca: pomodori, olive scure (quelle squisite rosso-bruno grosse e carnose), feta (il loro formaggio di capra o pecora più diffuso), cipolla dolce, peperone (quello piccolo, non piccante, leggero), cetriolo (il loro: molto più leggero del nostro) e origano: di solito la porzione è enorme. Noi tuttavia non facciamo pazzie per questo piatto e preferiamo farci in camper un'insalata di pomodori e cipolla, magari con una mozzarella ... (un suggerimento: i pomodori tagliateli a pezzetti come gradite, metteteli nella ciotola dove li condirete, spargete sopra del sale fine in dose più abbondante di quella prevista per condire, rimescolateli, lasciateli coperti così per un'oretta o più, scolate poi via tutta l'acqua che avranno fatto e con lei parte del sale di troppo, aggiungete della cipolla greca a fettine, oppure in alternativa una mozzarella a pezzetti, olio e aceto, sale se occorresse ancora, ma non credo, qualche foglia sminuzzata di basilico se l'avete e ... vai!).

“stifado” è uno stufato di manzo (a volte c’è anche di porco alla senape o al limone (delizioso!), capretto, agnello o coniglio) che è squisito: di solito con cipolla e patate in umido. Si scioglie in bocca e spesso è magrissimo, ma qualche rara volta gommoso tutto ossa e grassi … (è una scommessa che tentiamo sempre … e per lo più vinciamo per nostra gioia!)

"tapodi" è il polpo ... un po' ovunque potete vedere dei polpi appesi all'aria su fili davanti alle taverne! Li offrono alla griglia o in umido ... occorre sapere due cose: le porzioni sono sempre piuttosto scarse e relativamente costose e spesso sono polpi surgelati (magari arrivati dal nord Europa) e rinfrescati prima nell'acqua di mare.

"soupa" ...! Statene lontani appena sentite questo nome! E' la famosa capra bollita che non sa di niente servita (un pezzetto) in un brodino che l'acqua calda è più gustosa ... perdonate, ma noi in Piemonte sul "bollito" abbiamo ben altre tradizioni!

VOCABOLARIO MINIMO

Menù - katalogos / conto - loghariasmos (ma vale sempre il mimo internazionale della mano che impugna la penna e scrive sul foglio …!)

Si - né  /  no - ohi : ci hanno creato talvolta degli inconvenienti …: quando in una taverna ci hanno chiesto se volevamo delle verdure (poiché la “conversazione” di solito si sviluppa in tre lingue - per lo più inglese, ma anche greco e italiano …) la nostra risposta istintiva (“no” in italiano) è stata presa per un “si” (o il “si” per un “no” data l’assonanza incrociata tra la nostra e la loro lingua) cercate di chiarirvi bene oppure: “tacete, mangiate quello che arriva … e sorridete, siete in vacanza!”

Grande - megalo / piccolo - micrò

Fritto - fried (è così diffuso il verbo inglese che non abbiamo mai sentito usare con i turisti altro termine …! E così lo riportiamo anche nell’indicazione dei piatti sopra).

Vino rosso - krassì kokino / vino rosè - krassì rosè  /  vino bianco - krassì aspròs oppure krassì lefkos  /  vino bianco aromatizzato con resina - retzina (tipico della Grecia, ma non mi convince …)  /  birra - bira  /  acqua - nerò.

Pane - psomì  /  sale - alati  /  zucchero - sahari  /  olio di oliva - eleoladho  /  aceto - xidhi

Olive - elies (ne hanno diversi tipi, costano poco, noi preferiamo di gran lunga quelle scure grandi che sono anche le più diffuse).

Formaggio generico - tirì (la feta è il più diffuso: provatela con olio e origano).

Pollo - kotopulo  /  manzo - vodhino  /  capretto - katsikaki  /  agnello - arnì  /  maiale - irino  /  coniglio - kuneli

Vegetariano - chortofaghos  /  zucchine - kolokithaki  /  melanzane - melitzhana  /  patate - patates  /  cipolla - kremidhia / costine verdi (tipo …) - horta / pomodori - tomates (molto buoni, specie quelli coltivati a Creta) / peperoni - piperià / piselli secchi gialli - favas

Frutta - fruta / uva - stafili (troverete spesso ormai un’uva squisita con acini ovali e piccoli, buccia sottilissima e senza noccioli originaria di Smirne, in Turchia, o di Corinto da cui ricavano la famosa uvetta passa: assolutamente il massimo, non perdetevela!) / albicocca - verikoko / fico - siko / arancia - portokali (da loro la stagione degli arance è doppia: in inverno sono buone, in primavera non sono gran che … vengono vendute a lato strada nelle zone di coltivazione a prezzi comunque bassi) / banana - banana (spesso più buone che da noi!)

Pesce - psari  /  triglia - barbunia  /  orata - tsipura  / branzino - lavraki /  pagro - fagri  /  dentice - sinagrida  /  gamberi - garides  /  polpo - tapodi (talvolta: octòpus)  /  calamari - kalamarakia  /  sardine - sardelas / acciughe - gavros  /  latterini - merides  /  un pesce a metà strada tra sarago ed occhiata - melauri